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SENTENZA CASSAZIONE: ESCLUSIONE TASSA RIFIUTI

Mag 24, 2016 Redazione

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La Corte di Cassazione, con una recentissima pronuncia del 20.4.2016, ha nuovamente confermato l’esclusione dei rifiuti speciali dal pagamento del tributo.

Ci sono voluti ben dieci anni perché un’impresa di Lamporecchio (PT) potesse ottenere il riconoscimento del proprio diritto a non vedersi applicata la tassa rifiuti sulle aree produttive ma, alla fine, dopo un lungo percorso che ha visto la CNA di  Pistoia  e  la  CNA  Nazionale  in  campo  a  fianco  dell’impresa,  la  Corte di Cassazione  ha  confermato  un  principio fondamentale:  NON  POSSONO  ESSERE  ASSOGGETTATI  ALLA  TASSA  SUI  RIFIUTI  (TIA,  ai  tempi  del  ricorso, oggi TARI)  I  LOCALI  DESTINATI ALLA PRODUZIONE, OVVERO QUELLI IN CUI SI DETERMINANO RIFIUTI SPECIALI E NON RIFIUTI URBANI.

Negli anni, la  tariffa  rifiuti  si  è  trasformata  un  numero  spropositato  di  volte:  Tarsu,  Tia,  Tares e,  oggi,  TARI.

Questo tributo, istituito come il corrispettivo che i Comuni richiedono a fronte di un servizio (che dovrebbe essere) efficiente/efficace ed economico di  raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, con il passare degli anni è diventato, in parecchi casi, una fonte “alternativa” di risorse per sanare i bilanci comunali e, quelli, delle aziende partecipate.

Il tema  della  “non  applicazione della tassa rifiuti urbani ai rifiuti speciali”,  per i  quali  le  imprese  già  sostengono i costi di raccolta e di smaltimento che sono effettuati da aziende specializzate,  è  più che  mai  attuale.

Un anno fa, in effetti il Ministero dell’Economia ebbe a chiarire ufficialmente questo principio, ma non è ugualmente servito a risolvere in toto il problema, in quanto parecchi Comuni,  anche della  Provincia  BAT, continuano ad emanare Regolamenti non in linea con questo principio, oppure lo osservano solo parzialmente.

In alcuni casi, anche laddove  i  Regolamenti  sembrano  coerenti,  emergono  situazioni  contraddittorie nella  concreta  applicazione del tributo.

Una situazione veramente paradossale, insomma !

Per questo motivo, oggi la CNA BAT è continuamente impegnata a fianco delle  imprese nella contestazione delle “cartelle” TARI.

La sentenza della Suprema Corte di Cassazione rappresenta una ulteriore  conferma  sulla  correttezza  di  un  principio che da  sempre la CNA va sostenendo su tutti i tavoli di confronto istituzionale, ma che parecchi Comuni sembrano ancora non voler rispettare.

Una più corretta definizione di questo tributo non solo alleggerirebbe le imprese da pesanti costi non  dovuti,  ma  consentirebbe  anche  una  tassazione  più  coerente  con  gli  obiettivi  di  tutela  ambientale,  consentendo alle imprese di privilegiare i circuiti di raccolta privati che hanno dimostrato di garantire una gestione più efficiente e sostenibile da un punto di vista ambientale rispetto al servizio pubblico.

E’ un risultato importante, che auspichiamo possa rappresentare il tassello  fondamentale per uscire da  questa situazione.

La sentenza del più alto organo di giudizio, può consentire, finalmente, di superare  le  criticità che negli anni hanno caratterizzato l’applicazione della tariffa rifiuti e dà ancora più vigore alle energie che la CNA in generale, e la CNA BAT in particolare, continueranno a profondere a sostegno di tutte le imprese associate, e non.   

Il Presidente CNA BAT – CTA Michele De Marinis

 

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